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Il ristorante
“L'Erba del Re” (traduzione dal greco della parola
“basilico”) sorge in uno degli angoli più
caratteristici e belli del centro storico della città
di Modena: nell'area Pomposa, ad un paio di metri dal ciottolato
dell'omonima piazzetta.
Il locale di recente apertura è gestito con amore e
maestria dallo chef-patron Luca Marchini, il quale, dopo la
laurea in economia e commercio, decise nel rispetto della
propria passione di effettuare alcuni anni di gavetta presso
alcuni ristoranti rinomati in Italia, in Francia ed a New
York. I suoi maestri, Bottura a Modena, J. L. Nomicos in Francia
e B. Barbieri alla Locanda Solarola a Castel Guelfo, gli hanno
trasmesso rispettivamente entusiasmo, tecnica, precisione
e fantasia. Il locale si presenta molto elegante, ma al tempo
stesso sobrio, moderno, arredato in modo giovanile, in un'ottica
essenzialista; un piccolo salottino d'ingresso, la cucina
rigorosamente a vista, una saletta appartata e due sale ad
“L” con pochi tavoli e ben distanziati. Quadri
di pittori blasonati alle pareti, piccole sculture d'antiquariato
sopra i tavoli, ricercate con estrema cura da Luca stesso
presso gli svariati mercatini di antiquariato in tutta Italia,
mobili antichi di provenienza cinese, illuminazione altamente
innovativa e singolare, variegata cromaticità di colori
alle pareti con sostanziale accentuazione nell'ingresso e
nei servizi, completano il locale.
Alla base di tutto
il concetto del “contrasto”: tutto l'aspetto architettonico
del locale, ed in particolare della cucina ruota attorno ad
un equilibrio creato dosando con oculatezza elementi spesso
contrapposti. Esiste quindi un filo conduttore tra le scelte
legate all'arredamento del ristorante e la cucina stessa.
Armonia che si sviluppa in quello che Luca Marchini definisce
il concetto della “tradizione-innovazione”, alla
base del quale vi è lo studio di ricette della tradizione
e la ricerca di prodotti e produttori legati al territorio.
Pertanto vi è una rielaborazione e una rivisitazione
di questi in un'ottica più moderna, giocando molto
sui contrasti fra le temperature dei prodotti, sul dolce/salato,
sulle tattilità degli elementi, sulle cotture differenziate
di un unico elemento principe, sulle presentazioni visive
e sugli abbinamenti inconsueti.
È ovvio che tale
filosofia è comunque supportata da una brigata di cucina
particolarmente affiatata, da una meticolosa ricerca della
qualità nella materia prima e ovviamente da uno studio
dei piatti effettuato da Marchini e dai suoi collaboratori
che è frutto di ore ed ore sui fornelli. Altrettanta
importanza è data alla composizione della carta dei
vini, la quale elenca più di 500 etichette principalmente
nazionali, con particolare riguardo ai piccoli produttori
non solo locali, professionalmente presentate dal responsabile
di sala alla clientela.
Due righe sul percorso formativo dello Chef Luca Marchini, preludio de L'Erba del Re.
Nato ad Arezzo nel 1971, città nella quale vive solamente 3 anni, per seguire le orme professionali del padre Vittorio dirigente di banca, che lo porta a vivere, nei primi diciassette anni di età, in ben otto città. Modena è la nona. Sembrerebbe il suo un destino ormai segnato, dati gli studi terminati presso l'istituto di ragioneria prima e la facoltà di economia e commercio nell'ateneo di Modena poi, ma concluso il servizio civile nel '98 decide di lavorare qualche tempo presso un noto ristorante di Modena, l'Osteria Francescana, giusto nell'attesa di organizzarsi per intraprendere la carriera da commercialista, attività da lui sempre amata. Ma l'esperienza presso l'Osteria Francescana fu così travolgente tanto da concretizzare in quella che sarà la sua professione, l'hobby coltivato fin dall'adolescenza al fianco della mamma Gabriella cuoca casalinga.
Due anni trascorsi con lo chef Massimo Bottura gli permettono di carpire le tecniche basilari della cucina, ma principalmente di riempirsi di entusiasmo. Entusiasmo che lo porterà a svolgere negli anni seguenti una serie di esperienze significative di alcuni mesi ciascuna, assolutamente non remunerate, ma comunque arricchendosi di un bagaglio culturale fatto proprio in pochi anni di lavoro, e necessario per poi aprire in seguito il suo ristorante L'Erba del Re. lo metterà a dura prova per alcuni mesi, ma allo stesso tempo gli impartirà una conoscenza della tecnica e del servizio estremamente esaustiva ed essenziale.
Dopo il ritorno da un periodo lavorativo svolto nella città di New York, nell'Upper East Side, assolutamente importante anche la sua esperienza presso la Locanda Solarola a Castel Guelfo (BO) nel 2000, qui lo chef Bruno Barbieri, con il quale si instaurerà anche un eccellente rapporto di amicizia, completerà le suie basi professionali insegnandogli quella che può essere considerata l'armonia nel gioco delle costruzioni del piatto.
Non ultima l'esperienza come chef presso un noto ristorante nella città di Bologna, gestito da una pietra miliare della ristorazione degli ultimi 25 anni del capoluogo, esperienza importante per la conoscenza della cucina emiliana, rafforzata con l'aiuto della zia della moglie Antonella, abile sfoglina nonché cuoca di altri tempi.
Corsi di cucina in scuole private e presso ristoranti, esperienze lavorative affianco a cuochi come Giovanni Ciresa o Vito Netti, corsi presso l'associazione dell'Ais, completano un breve, ma intenso excursus professionale.
Tutto ciò lo porterà ad aprire nel marzo del 2003 il suo ristorante: L'Erba del Re (dal greco "Basilicòs ", "l'erba regale"), nell'area della Pomposa, a Modena e la successiva attività di servizi esterni "Divisione Catering L'Erba del Re" un paio di anni fa. |
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