“Equilibrio

questo è il concetto
su cui si fonda la mia cucina”

“Equilibrio questo
è il concetto su cui
si fonda la mia cucina”

“Ogni elemento del piatto ha
un’identità riconoscibile, a
servizio degli altri ingredienti.
L’impegno di ogni “boccone”
è di restituire al palato la
varietà di sapori in un insieme
armonico e calibrato”

Luca Marchini

“Ogni elemento del piatto ha
un’identità riconoscibile, a servizio degli altri ingredienti.
L’impegno di ogni “boccone” è di restituire al palato la varietà di sapori in un insieme armonico e calibrato”

Luca Marchini

La mia “cotta per il cibo ha radici lontane. Da bambino volevo fare l’inventore, ma crescendo mi sono reso conto che i miei strumenti di creazione si trovavano in cucina. L’ho appreso osservando le mani esperte ed appassionate di mia madre, ma soprattutto soffermandosi sull’estasi ed il coinvolgimento che il cibo provocava sui miei sensi e nella mia mente. Un piacere che sentivo di voler condividere con gli altri. Un piacere che è diventato il mio mestiere”.

La mia “cotta per il cibo ha radici lontane. Da bambino volevo fare l’inventore, ma crescendo mi sono reso conto che i miei strumenti di creazione si trovavano in cucina. L’ho appreso osservando le mani esperte ed appassionate di mia madre, ma soprattutto soffermandosi sull’estasi ed il coinvolgimento che il cibo provocava sui miei sensi e nella mia mente. Un piacere che sentivo di voler condividere con gli altri. Un piacere che è diventato il mio mestiere”.

L’infinità dei linguaggi del cibo, la sua forza empatica,
attrattiva e rigenerativa sono da sempre gli elementi
che ispirano e contraddistinguono il modo di
interpretare e vivere la cucina di Luca Marchini.

Aretino di origine, sposato con Antonella e padre
di tre vivacissimi figli, da quando aveva diciassette
anni vive a Modena, città di cui ha assorbito la
forte identità culturale e gastronomica. Un’identità
che ancora oggi lo ispira divenendo continuo
stimolo nella creazione di codici narrativi diversi,
che reinterpretano gli ingredienti in una chiave
completamente personale.

L’infinità dei linguaggi del cibo, la sua forza empatica, attrattiva e rigenerativa sono da sempre gli elementi che ispirano e contraddistinguono il modo di interpretare e vivere la cucina di Luca Marchini.

Aretino di origine, sposato con Antonella e padre di tre vivacissimi figli, da quando aveva diciassette anni vive a Modena, città di cui ha assorbito la forte identità culturale e gastronomica. Un’identità che ancora oggi lo ispira divenendo continuo stimolo nella creazione di codici narrativi diversi,
che reinterpretano gli ingredienti in una chiave completamente personale.

Così, ogni piatto arriva a racchiudere sottili messaggi
sensoriali, dialoghi silenziosi che il palato deve
imparare a interpretare lentamente, senza fretta.

“Condividere, interpretare, ascoltare ed
assaporare con attenzione… il palato, anche
quello già sensibile per sua natura, deve essere
istruito. L’allenamento sensoriale è un percorso
dovuto all’arte culinaria, come a qualunque alta
forma d’arte, perché la sensibilità del Gusto è lo
strumento che permette di godere delle emozioni
più intense di ogni boccone”

Così, ogni piatto arriva a racchiudere sottili messaggi sensoriali, dialoghi silenziosi che il palato deve imparare a interpretare lentamente, senza fretta.

“Condividere, interpretare, ascoltare ed
assaporare con attenzione… il palato, anche quello già sensibile per sua natura, deve essere istruito. L’allenamento sensoriale è un percorso
dovuto all’arte culinaria, come a qualunque alta forma d’arte, perché la sensibilità del Gusto è lo strumento che permette di godere delle emozioni
più intense di ogni boccone”

Quella di Luca Marchini, è una cucina che si nutre
del suo vissuto, della sua sensibilità ma anche del
confronto continuo,

lo stesso che ha fatto incrociare la sua strada con
quella di altri grandi nomi della cucina tra i quali
Massimo Bottura, Bruno Barbieri e J.L Nomicos.

Quella di Luca Marchini, è una cucina che si nutre del suo vissuto, della sua sensibilità ma anche del confronto continuo,

lo stesso che ha fatto incrociare la sua strada con quella di altri grandi nomi della cucina tra i quali Massimo Bottura, Bruno Barbieri e J.L Nomicos.

L’Erba del Re nasce nel 2003.
Non soltanto un ristorante, piuttosto il laboratorio
dove poter sperimentare i molteplici “concetti del
cibo”
ed esprimere quella che rappresenta l’essenza
della sua arte culinaria: equilibrio, delicatezza,
rispetto e valorizzazione della materia prima.